Il dossier di Ossigeno sul caso Andrea Rocchelli e il problema dell’impunità per l’uccisione di giornalisti in zone di guerra e aree di crisi, pubblicato in occasione della Giornata Internazionale IDEI 2020

Chi vuole sapere perché nel 2019 i giudici italiani hanno condannato Vitaly Markiv, un cittadino italiano di origini ucraine, a 24 anni di reclusione, per concorso in omicidio volontario, per la morte del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, deve leggere il dossier di Ossigeno “Guerre, giornalisti uccisi e impunità”.

Pubblicato in occasione della Giornata Internazionale dell’ONU per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti (IDEI), contiene un riepilogo breve e schematico della vicenda e una presentazione delle persone coinvolte, e ripropone ampi e dettagliati resoconti di cronaca di tutte le udienze del processo penale celebrato nel 2018-2019 presso la Corte d’assise di Pavia. Il dossier propone anche i resoconti delle udienze del processo di appello.

Ripercorrendo la vita di Andrea Rocchelli e la vicenda giudiziaria sulla sua morte, il dossier si interroga e cerca di riflettere su una questione generale non nuova, ma ancora senza risposte esaurienti. La seguente: perché, come, con quali difficoltà e fino a qual punto l’autorità giudiziaria di un paese ha il dovere e la possibilità di accertare e punire le responsabilità penali per l’uccisione, avvenuta in un altro paese, di un cronista intento a fare pacificamente il suo lavoro di testimone della realtà in zone di guerra, in aree di grave conflitto.

“Questa è la guerra!” dicono per giustificare le morti di tanti, troppi, giornalisti. Ma questa apodittica giustificazione non è sempre accettabile. C’è bisogno di giustizia e c’è bisogno di affrontare il problema dell’impunità per l’uccisione degli operatori dell’informazione in zone di guerra e di aree crisi.

Leggi il dossier in italiano

Leggi il dossier in inglese

 


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